Molti webmasters italiani non sanno che devono sottostare ad alcune leggi che li riguardano. Attualmente sono interessati quelli delle Pubbliche amministrazioni e quelli delle imprese e aziende. Ecco qui, con i relativi links (che aprono su questa stessa finestra), quelle che andiamo a vedere:
gran parte dei contribuenti la disattendono, ma è da qualche tempo in vigore una disposizione che obbliga i soggetti IVA a indicare la partita IVA nel proprio sito web aziendale.
Infatti, stante quanto previsto dal comma 1 dell'art.35 del DPR 633/72 - nella formulazione introdotta dall'art.2, del DPR 5 ottobre 2001, n.404 - il codice di partita IVA deve essere indicato "nella home-page dell'eventuale sito web e in ogni altro documento ove richiesto".
Si è dell'avviso che l'aggiornamento dell'home page del sito web prima della constatazione da parte dell'Amministrazione finanziaria sia sufficiente a regolarizzare la posizione del contribuente, senza applicazione di sanzioni, in quanto la violazione commessa non incide sulla determinazione della base imponibile, dell'imposta e sul versamento del tributo (art.6, comma 5-bis, del DPR 472/97).
Quindi, come avrete potuto vedere, i siti internet sono e sempre più saranno sotto l'occhio dello Stato e anche giustamente per certi versi. Agli inizi internet o il web, come lo vogliamo chiamare, era in una sorta di "brodo primordiale" ma via via che le tecnologie si sviluppano e la globalizzazione avanza bisogna pur sottostare a un codice che è al tempo stesso etico, deontologico e legale.
una piccola nota di "folclore":
il sito del
Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie - proprio lui - non permette di ingrandire o rimpicciolire i caratteri del testo (nel vostro browser: Visualizza --> Carattere -->) che, a leggere la Legge, fa parte dei doveri di un buon webmaster che crea caratteri in percentuale (grandezza relativa) e non fissi per favorire le varie tipologie di utenza. Come lo sono diversi siti di Ministeri, d'altronde, oltre al fatto che sono scritti in linguaggio Html 4.01 e cioè il più basso nella scala dei linguaggi come dice la stessa Legge (= poco accessibili). Speriamo che presto se ne accorgano. (quanto qui sopra è valido al 25 maggio 2005)